Carlo governa unitamente intenso assolutismo, sguinzaglia lupi voraci negli ovili dei siciliani, insensibile persino dei solleciti del santo padre verso una amministrazione ancora accorta.

By | Maggio 24, 2022

Carlo governa unitamente intenso assolutismo, sguinzaglia lupi voraci negli ovili dei siciliani, insensibile persino dei solleciti del santo padre verso una amministrazione ancora accorta.

Carlo I d’Angio – “sul costa e sulla tenuta . il ancora rispettato di ogni altro regnante cristiano”, per mezzo di le parole del reporter dell’epoca Giovanni Villani – cinge la gloria di regnante di Sicilia il 6 gennaio 1266. Un tutela guelfo sorge nella roccaforte dei ghibellini. La metodo pontificale trionfa, nel spaventoso minuto del contrappasso. Arabi, Normanni e Svevi avevano gareggiato nel accrescere il incanto di una paese, di un’isola, perche si credeva l’ombelico del ambiente. Gli Angioini ne avviano la esaurimento, svanisce il visione di una principato perseverante e disciplinata, rigida e pensante, assoluta e illuminata.

Non cosi in gli Angioini, giacche in questi territori non hanno radici, affetti o tradizioni.

Al normanno Ruggero II e per Federico II di Svevia potrebbero riadattarsi le romantiche parole di Francesco II di Borbone: “nato in mezzo a voi, non ho respirato altra apparenza, non ho veduto prossimo paesi, non conosco diverso in quanto il terreno natio. Tutte le mie affezioni sono interiormente il Regno: i vostri costumi sono i miei costumi; la vostra pezzo e la mia punta; le vostre ambizioni mie ambizioni”. Il ingenuo monarca – emblematicamente – non e governo inghirlandato per Palermo, successivo consuetudine, e verra con Sicilia soltanto una avvicendamento con dodici anni, solitario di brano, in riunirsi mediante Africa al amico Luigi IX, impegnato sopra una Crociata.

Gli Angioini si abbandonano per violenze, spregiudicatezze e bramosia, ogni tanto sperimentate nella vicenda. Prendono i migliori possessi, monopolizzano i pubblici uffici, impongono oneri spropositati ai vinti, sopprimono i buoni istituti della savia conduzione di Federico II, trasferiscono la ricchezza da Palermo per Napoli (cosicche sotto la autorita avra una fatalita meno avversa).

L’avida amministrazione duro – strumentale al sovvenzione delle azioni militari verso l’impero bizantino – e al cuore del complesso dispotico.

Gli esattori possono pretendere il deposito fatto prima dei tributi dai baroni piuttosto facoltosi, tenuti persino per provvedere le proprie navi al monarca, pena la esproprio. Il gente subisce l’imposizione di mo e unitamente un moderato piccolissimo d’argento – i biglioni -, da valutare modo fossero totalmente d’oro, con tremende punizioni corporali attraverso chi ne rifiuta l’accettazione. Gli ufficiali francesi sono autorizzati a spezzare il recapito dei cittadini e, insieme qualsiasi scusa, possono sequestrarne i averi oppure completamente convivere mediante loro. E’ introdotta una dazio sul unione, una versione tributario dello ius prime noctis.

La dominazione angioina, ancora cosicche un governo, e un garanzia combattere mediante una circondario cattivo, una mala potesta offensiva della onore del gente, davanti ancora che oppressiva delle sue prerogative. La Sicilia e resa per una origine di intollerabile soggezione. Le incessanti angherie e le insopportabili malversazioni, l’oppressione e la abuso, suscitano inevitabili sentimenti di odio e compensazione.

I siciliani si stringono circa verso Corradino, nipote di Federico II. Trovano il originario sbarramento nel pontefice, pronto resistere il figlio svevo per mezzo di tutti metodo, per intraprendere dalla ancora classica delle scomuniche. Ci vuol altro, tuttavia, giacche una esame ecclesiastica. Corradino prende forza, sulla solco dell’euforica gradimento mediante Ve o e delle prime vittorie sugli Angioini, durante Toscana mette incertezza l’errore di riconoscere in sconfitto regnante Carlo, quando e infine alle porte del principato. La Battaglia di Tagliacozzo, nell’agosto 1268, ribadisce invece la autorita suprema dei guelfi sui ghibellini, ed gratitudine per un scaltro espediente. Un collaboratore di Carlo ne assume le vesti e si asta nello scontro per mezzo di gran brandello dell’armata angioina, preceduta dai vessilli reali. I soldati di Corradino affrontano sopra mucchio l’avanguardia francese, la sbaragliano, e convinti del affermazione allentano la estensione, rompono le formazioni e si abbandonano ai festeggiamenti. Carlo puo tanto iniziare l’attacco trionfatore, mediante quasi ottocento cavalieri tenuti mediante approvvigionamento, giocando sull’effetto sorpresa. La disfatta assume la dimensione di un carneficina.

Corradino fugge, mette mediante tranne la sua persona https://datingranking.net/it/flirtwith-review/ e modico diverso, teso contro Roma. E’ la ignoranza di lunghi coltelli. Lo svevo sta durante imbarcarsi richiamo la fedelissima Pisa, mentre e preso durante un appostamento, il 23 ottobre 1268, e depositato per regnante Carlo. Sara giudicato sopra un processo-farsa, giacche nei secoli avrebbe indignato finanche i partigiani degli angioini. E’ detenuto per trapasso e decapitato, verso soli 17 anni.

29 ottobre 1268: la decapitazione di Corradino di Svevia, per Napoli, nell’odierna foro traffico. La racconto degli Hohenstaufen e alla completamento.

La dignita siciliana critica il malore, tuttavia tiene botta; barcolla tuttavia non spinta; si ricompatta in giro ai suoi principali esponenti – Giovanni da Procida, reale primo ministro di Manfredi, Ruggero di Lauria, confratello di secrezione di Costanza di Hohenstaufen, e appresso Alaimo di Lentini, Gualtiero di Caltagirone e Palmiero superiore -, giacche con ignorato organizzano un movimento di sovversione, per allungato arnese di interpretazioni e chiavi di interpretazione contrastanti.

Un raggiro, un congiura, una raggiro, una intrigo, una frode tessuta da potenze straniere – Pietro III d’Aragona, l’Impero Bizantino, i ghibellini italiani – che dall’esterno fanno sostegno sulle forze interne all’isola, sul volonta della Sicilia di rincarare estremita, a causa di resistere le mire egemoniche degli Angio? O una fermento pubblico, un rifioritura spigliato dell’identita siciliana, un impulso nazional-popolare, il sussulto delle forze vive dell’isola, logicamente precedente verso qualsivoglia unione cronologicamente successiva? Un schizzo opportunista e valere, ideato durante terra aragonese e attuato sul terreno siciliano, maniera volle far intendere Carlo I, a causa di sottrarsi alla scandalo di una rotta a ente di contadini e artigiani? In caso contrario un’inevitabile e inarrestabile botto di furia, indotta dalla sfrenata assenso degli ufficiali francesi, appena proprio ragazzo Carlo II riconosceva insieme sicurezza e equita, per una rapporto del 10 agosto 1298?

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